Questione di stile
 
venerdì, 15 giugno 2018

Questione di stile


La ruota che parte, la bici imbizzarrita. Provi a sterzare, spingi più forte sul pedale, sposti il peso, tenti una frenata. Niente, il destino è segnato. Capisci che vai giù. Mondo fisico e mondo psichico si dissociano, la percezione inganna, una frazione di tempo brevissimo sembra dilatarsi all’infinito. Il suolo ti viene sempre più incontro, togli il piede dalla gabbietta e sei già in volo. Sono pochi istanti soltanto ed è come se avessi trovato il baricentro, il punto di stabilità estrema: al centro del vortice spazio e tempo tornano a convergere. La botta. La testa che ronza, le tempie che pulsano, la paura, il dolore. Il calore del sangue che cola lungo una guancia, appiccicoso, rosso. Vitale. Il gusto della terra in bocca. L’istinto di toccarsi le ossa, come a fare la conta: due gambe, due braccia, due mani, dieci dita. Tutto a posto. Tirarsi su. Rialzare la bici, l’istinto di allungarle una carezza come per rincuorarla, di dirle che va tutto bene. Qualcuno intorno suggerisce di fermarsi. Ma arrendersi è troppo facile e questo giorno troppo bello, troppo atteso e troppo sognato. Vince la voglia di onorare la corsa, risalire in sella e scrollarsi la polvere di dosso, affrontare la strada e lo spavento. Il tempo di un rattoppo al sopracciglio e si va: essere eroici è una questione di stile. 

Elena Borrone

(Fotografia: Simone Francioni)