Onde anomale
 
lunedì, 25 giugno 2018

Onde anomale


Ci sono onde che si cavalcano, onde che si seguono, onde che si aspettano. Flutti in cui gettarsi a capofitto, cavalloni che travolgono e portano via, marosi da assecondare per arrivare fino a riva. Esiste però un mare che non è mare, che ha onde immobili - un ossimoro che diventa realtà - che è paesaggio intellettivo. Un mare senza fragore, solido, verticale. Le morbide curve delle colline di Toscana sono onde pietrificate da una sorta di incantesimo, su cui navigano immutate le stagioni. Immobili, guardano passare il tempo, guardano passare anche te, che fatichi e sudi, un piccolo puntino rosso su due ruote immerso nel verde, così piccolo da sembrare un papavero appena un po’ più alto degli altri. La luce del pomeriggio si posa sulle creste, colorandole di giallo, facendole sembrare di schiuma, ma niente spruzzi ristoratori, qui, niente vento che sa di sale, solo caldo che arriva dalla terra e odora di campagna, di erba, di polvere e di fiori. Le onde verdi fanno oscillare appena le loro lunghe spighe al tuo passaggio, quasi un impercettibile saluto. E’ questione di un attimo ed è come se non fossi mai passato, come se non fossi mai esistito. Qui non è terra, non è mare. Qui è solo tempo che scorre, qui è dove la realtà diventa sogno.

Elena Borrone

Foto Paolo Martelli