L'ora Blu
 
lunedì, 12 febbraio 2018

L'ora Blu


L’ora blu dura pochi minuti soltanto. E’ quel momento in cui la notte scolora nel giorno e irradia una luce fredda, quasi indaco, fiabesca, sospesa tra sogno e realtà. Ti accorgi che arriva dai tuoi sensi all’erta. La senti con l’olfatto: la notte ha odore di cose che si disfano, sa di terra, di foglie morte, di muschio; l’ora blu ha un odore delicato, d'erba tenera, di rugiada, di fiori che in nessun altro momento del giorno profumano così intensamente. La senti addosso: un velo di rugiada si posa lentamente sull’erba, sugli alberi, sulla strada, sulle spalle dei ciclisti. La senti con l’udito: gli uccelli dal canto notturno sono già a dormire, altri attendono la prima luce per farsi sentire; persino gli Eroici diventano istintivamente silenziosi, si avverte solo il suono delle ruote che frusciano sulla strada bianca. I fantasmi e le paure più profonde paiono prendere vita, sembra che la natura lì attorno trattenga il respiro, incerta se restare tenebra o aprirsi al nuovo giorno. La tensione è palpabile, l'atmosfera elettrica, le percezioni amplificate. Ma è solo un attimo: ecco laggiù, verso est, Venere, la stella del mattino. E poco dopo, un po’ meno luminoso, ecco accendersi Saturno. Ecco la prima lama di luce all’orizzonte: arriva l’aurora, l’ora d’oro. E’ il segno che il giorno ha vinto la battaglia con la notte. Le ombre si diradano, i contorni prendono forma, si ritorna parte di un tutto, si respira il soffio vitale del mondo. Tornano a cantare i fringuelli, i cardellini e i passeri. Riprendono a ciarlare i ciclisti, la pedalata si fa più quieta, ritorna il sorriso, cantano anche i freni. 

Elena Borrone