Il gusto dell'Eroica
 
lunedì, 30 luglio 2018

Il gusto dell'Eroica


Una fetta di torta, rustica, elementare nei suoi minimi, semplici ingredienti: acqua, farina, burro, zucchero, uova. Afferrarla dalla parte della crosta. Chiudere gli occhi. Ritornare indietro nel tempo, assaporare sulla punta della lingua il gusto della merenda delle domeniche bambine. Addentare. Deglutire. Leccarsi le dita. Il cibo più buono è quello che si conquista con la fatica, che si divide con gli amici, che fa affiorare un ricordo. Momenti di felicità marginale, istanti per cui non serve nulla di più, che inducono al sorriso, alla gioia negli occhi e alla leggerezza nell’animo, da portare nel cuore come una bicicletta su cui andare in fuga quando tutto gira male. Le cose migliori sono le più semplici e alle emozioni più vere spesso si arriva per sottrazione, togliendo tutto quello che non conta. Per assaporare fino in fondo la vita serve una forte vocazione alla gioia. E forse è questo il segreto degli Eroici, ciclisti a cuore aperto con i sentimenti stesi al sole ad asciugare, poeti pazzi del pedale, anime visionarie capaci di cogliere in una fetta di torta la carezza della nuvola di farina, l’abbraccio caldo delle uova, il bacio gentile dello zucchero. Viandanti a pedali che sentono nel fruscio delle ruote sullo sterro il rumore del vento, il respiro della terra e il canto randagio dei sogni di libertà.

Elena Borrone