Eroico ieri, eroico oggi. A modo mio
 
mercoledì, 01 marzo 2017

Eroico ieri, eroico oggi. A modo mio


Sono diventato eroico un pomeriggio del 1985. Anzi, lo ero già prima, ma quella bicicletta trasformata una e poi più volte dal modello da cicloturismo che mi comprò mio padre non l'ho mai considerata effettivamente “da corsa”. La mia Colnago Master nuovissima invece sì. Era rossa retinata sul perlato bianco che faceva moda in quegli anni. Quella bicicletta aveva un odore che ora ritrovo solo lucidando, fino a consumare un po' la vernice, le biciclette di una volta. Era eroica perfetta la mia bicicletta perché aveva anche i fili dei freni fuori. Di lì a qualche anno li avrei fatti scorrere dentro al manubrio, con le leve speciali di Campagnolo che permettevano anche quel montaggio così bello. Qualcuno osava pure forare il manubrio per nascondere i fili.
Sono tornato eroico un po' di anni fa, lucidando una bicicletta che mi prestò un amico per fare prima, perché la mia è ancora smontata, come risultato di sostituzioni di componenti che alla fine riguardarono pure il telaio, per farmi una bici più leggera e “performante” come si dice oggi.
Ritrovando quei pezzi ho ritrovato anche il gusto e la passione di curare la bicicletta pezzo per pezzo. Da riparare e non sostituire in caso di rottura. La sostituzione era vissuta come un piccola sconfitta per me che sognavo da meccanico e da corridore.
Non sono diventato nessuno dei due ma, come posso, cerco di riparare e lucidare sentendomi un po' eroico a modo mio. Come quando seguo gli Eroici, quelli con la maiuscola, in bicicletta, e io solo con la macchina fotografica ad invidiarli sempre un po', dall'auto o dalla moto. Cercando di infastidirli il meno possibile, ma con me sempre un tubolare di scorta, delle chiavi e una pompa.
Ché se qualcuno ha bisogno, almeno, mi sporco un po' le mani.
 
Guido Rubino, direttore di Cyclinside.it