Andante, con brio
 
giovedì, 23 agosto 2018

Andante, con brio


Come nella musica anche in bicicletta c’è un tempo in battere e uno in levare. E’ in battere il momento della tensione, dello sforzo, quello in cui infondi tutta l’energia, quello in cui il piede affonda sul pedale per andare avanti, come la bacchetta che va a colpire il tamburo per produrre il suono. Poi segue il levare, il momento di rilassamento, in cui torni su, di inerzia, senza sforzo, in maniera quasi automatica, come la bacchetta dopo la percussione. Battere e levare, percuotere e rimbalzare, giù e su. Anche la pausa in musica ha il suo tempo, misurato secondo lo stesso principio della durata delle note: è il silenzio, l’attimo in cui il suono si arresta per esprimere un respiro, un’esitazione, la dinamica ritmica o la naturale conclusione di un brano. Così in bicicletta la pausa è la quiete, l’attimo in cui il movimento si ferma: tirare i freni, fermarsi, scendere, appoggiare la schiena sudata al tronco di un albero in una calda giornata di quasi estate. Lasciar regolarizzare il respiro, asciugarsi la fronte, bere un sorso d’acqua, far vagare lo sguardo sul paesaggio, sgomberare la mente al canto delle cicale. Una pausa in bicicletta dura il tempo necessario al riposo. Poi si rimonta in sella, ci si alza sui pedali: battere e levare, percuotere e rimbalzare, giù e su. Riparte il movimento.

Elena Borrone