A Ruote Ferme
 
venerdì, 02 novembre 2018

A Ruote Ferme


A ruote ferme questa Eroica scorre in testa come un vecchio filmino girato in Super 8, quelle pellicole che negli anni ‘70 immortalavano i momenti più cari di migliaia di italiani: il viaggio di nozze, i bambini che si rincorrevano nei prati, le festicciole di compleanno e i parenti col vestito buono. Erano immagini sgranate, che a volte si vedevano a scatti e che, a riguardarle oggi, sembrano e sono bellissime. E non è solo un senso di romantico retrò: è come eravamo, è che c'è la nostra vita, vita vera, dentro quei filmini. Questa Eroica è così, una sequenza di immagini impresse nella mente e nel cuore, imprecise, sgranate, bellissime. Ci sono le prime lucine delle bici che si fanno strada nel buio, c’è la mattina grigia carica di pioggia, c’è il Castello di Brolio che spunta dalla nebbia, tra il rosso e il giallo delle vigne. Ci sono le tracce lasciate dai copertoni sul fango, c’è il frullare dei pedali, ci sono gli abbracci e i sorrisi perché nulla più della fatica rende fratelli. C’è la ribollita alla Volpaia, un sapore che viene dal passato e scalda più del sole. Ci sono i colori allegri delle maglie, e i loro nomi, pubbliche dichiarazioni di geografie sentimentali, di quel passato provinciale che fa del ciclismo un libro di storia a pedali. C’è la gioia di esserci, di condividere, di mettere in sintonia i sentimenti. L’Eroica è un filmino privato e allo stesso tempo collettivo, ognuno ha il suo senza escludere quello di tutti: c’è chi ha voluto dimostrare qualcosa a sé stesso, chi agli altri, chi non aveva niente da dimostrare a nessuno. Ma una cosa è certa: dentro il filmino dell’Eroica corrono le ruote e scorrono le vite, sempre le stesse, sempre diverse. 

Elena Borrone